TUMORE DEL SENO: COME RICONOSCERE I PRIMI SINTOMI?

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La prima regola è quella di chiedere, sempre. Il Prof. Riccardo Masetti ha risposto a tutti i nostri quesiti, anche a quelli più semplici.

 

Quando si tratta della propria salute, non esistono domande sbagliate o inutili. Soprattutto quando il tema è il tumore. Quindi la prima regola è non avere paura di porre al medico qualsiasi dubbio, anche il più piccolo.

Susan G. Komen Italia, l’organizzazione che lavora per combattere il tumore al seno e con la quale Victoria ha stretto lo scorso anno una partnership di cui siamo molto orgogliose, continua a promuovere iniziative per sensibilizzare le donne di tutte le età a farsi controllare, a non abbassare la guardia. Proprio come ci ricorda anche Maria Grazia Cucinotta, testimonial dell’Associazione, nel video che trovate qui sopra.

Per capire cosa significa fare prevenzione nella vita di tutti i giorni, abbiamo rivolto alcune domande al Prof. Riccardo Masetti, Presidente dell’Associazione Susan G. Komen Italia e Direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma. Ecco cosa ci ha detto a proposito.

Può farci un elenco dei sintomi che possono essere considerati dei campanelli d’allarme e che vanno tenuti sotto controllo? Come si fa a capire da sole se c’è qualcosa che non va?

Durante la vita il seno va incontro a cambiamenti, molto spesso di natura benigna. È importante consultare il proprio medico se si riscontra:

  • Un nodulo duro o che tende ad indurirsi;
  • Gonfiore, sensazione di calore, rossore o colorazione scura della pelle;
  • Cambio di forma e dimensioni del seno;
  • Lievi depressioni o retrazioni sulla pelle del seno;
  • Lesioni, aree pruriginose o desquamate, irritazioni o retrazioni del capezzolo;
  • Secrezioni, mai notate prima, dal capezzolo;
  • Dolore localizzato e persistente.

Tra i sintomi, per esempio, ci dobbiamo allarmare se vediamo delle macchioline sulla pelle del seno?

Quando si riscontra qualsiasi cambiamento, anche della pelle, è buona norma farlo valutare dal proprio medico.

Con quale frequenza è importante auto esaminarsi dopo i 50 anni?

La prevenzione e la diagnosi precoce sono strumenti molto efficaci per migliorare le possibilità di guarigione dai tumori del seno. Se un tumore viene identificato in fase precoce, quando è più piccolo di un centimetro, aumentano notevolmente i tassi di guarigione e si può essere curati con terapie meno invasive. Le linee guida per una buona prevenzione consigliano prima di tutto una visita senologica, che va eseguita annualmente dal medico di famiglia o da uno specialista. È bene anche prendere familiarità con il proprio seno, per accorgersi di eventuali cambiamenti. Ma l’esame principe della prevenzione è la mammografia, un semplice esame radiografico del seno che deve essere eseguito con apparecchiature “dedicate”. Il nostro suggerimento è di eseguire la mammografia una volta all’anno a partire dai 40 anni. Nelle donne sotto i 40 anni il seno si controlla meglio con l’ecografia, ma questo esame viene spesso associato alla mammografia per avere una valutazione più completa di qualsiasi reperto mammario.

Le donne in menopausa corrono più rischi? Ci sono suggerimenti specifici per questa fase della vita?

Il fattore di rischio più importante per il tumore del seno è l’età e con l’avanzare degli anni aumentano anche le probabilità di sviluppare questa malattia. A 40 anni, si ammala una donna ogni 250 mentre a 85 anni si ammala una donna ogni 8. È importante quindi tenere sotto il controllo il seno per tutta la durata della vita.

Ci sono donne considerate ad alto rischio. Cosa significa? Quali sono i fattori che definiscono “essere ad alto rischio”?

Le donne “ad alto rischio” sono quelle che hanno una forte storia familiare per tumore del seno (e/o dell’ovaio) o, ancor più, che scoprono attraverso un test genetico di aver ereditato un gene “difettoso” (gene BRCA1/2) che le espone ad un rischio significativamente più elevato di sviluppare un tumore del seno nel corso della vita (fino al 60%).

Ci sono poi fattori di rischio non modificabili, come l’età e la durata della vita fertile. Ma ogni donna può mettere in atto delle strategie per ridurre il proprio rischio. Ad esempio, si può cercare di mantenere il proprio peso nei limiti normali (per età ed altezza), evitando condizioni di sovrappeso o di obesità, in particolare dopo la menopausa.

È importante inoltre svolgere attività fisica, anche moderata, ma con regolarità. Un recentissimo studio internazionale ha documentato come un'ora al giorno di passeggiata, anche ad andatura moderata, riduca il rischio di tumore del seno del 14%, mentre se si fa la stessa cosa ad intensità più elevata, la riduzione del rischio arriva al 25%.
É importante infine seguire un’alimentazione sana, incrementando ad esempio il consumo giornaliero di frutta e verdura e limitando il consumo della carne (un breve ripasso sull’alimentazione? Ecco i cibi sì, i cibi no).

Esistono anche farmaci per la prevenzione per le donne ad alto rischio?

Attualmente non esiste una terapia di prevenzione farmacologica validata per le donne con mutazione dei geni BRCA1/2: ci sono però numerosi studi clinici in corso che sono certo porteranno nei prossimi anni a definire delle strategie terapeutiche utili a proteggere meglio queste donne.

 

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