DAL LIDO DI VENEZIA ALLE SALE DELLE NOSTRE CITTÀ

DAL LIDO DI VENEZIA ALLE SALE DELLE NOSTRE CITTÀ

I film del Festival che ho scelto. Per partito preso e per curiosità.

Alcune scene di film si stampano così bene nella memoria che quasi ti sembra di averle vissute davvero. Io “ero” Audrey in Colazione da Tiffany. Mi “sentivo” Rossella O’Hara e confesso che ho fatto fuori Alien come Sigourney. Il cinema è una bellezza grande (tanto per citare) perché permette di vivere vite di altri e di riconoscere sentimenti che proviamo tutti. La cosa straordinaria poi è che non ha età. Al cinema, a me capita di sentirmi un’adolescente, una guerriera, una donna di una terra di cui so quasi nulla o un personaggio del mio Paese che non smetto di scoprire. Per questo mi piace, il cinema.
Quest’anno il Festival di Venezia è davvero un mare di storie molto diverse tra loro, e io non vedo l’ora di tuffarmi.

- Intanto, visto che sono un tifosa del cinema italiano, applaudo in anticipo, insieme a molti altri, a Hungry Hearts di Saverio Costanzo, che ha per protagonista Alba Rohrwacher, premiata per la migliore interpretazione femminile. Fra l’altro mi ha intenerito sapere che tra Alba e Saverio c’è una relazione sentimentale. Si sa l’amore è il cuore di tutte le cose. Ma forse ogni tanto cedo al romanticismo, scusatemi!
- Non mi perderò quindi Il Giovane Favoloso ,il film su Giacomo Leopardi di Martone con quel giovane incredibile attore, Elio Germano. Ha una follia affascinante nello sguardo quel ragazzo. Mi piace. Chissà poi se mi tornerà in mente qualche poesia di Giacomo. Ogni tanto affiorano parole come “Infinito” o “Passata è la tempesta: odo augelli far festa...”. Sta di fatto che questo Leopardi revival è un’idea geniale di per sé. Vedere al cinema la vita di un personaggio simile, scoprirne i segreti, mi darà forse la sensazione di conoscerlo di persona. Ci porterò mio figlio (dubito che reggerà).
- Il Piccione lo prenderò al volo. Non solo perché è il Leone d’oro, ma anche perché il titolo è un programma. Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. Intrigante. Il regista è lo svedese Roy Andersson. Dicono che sia superbo dal punto di vista delle immagini, anche se nessuno è riuscito a classificarlo. C’è chi lo paragona a una serie di quadri, chi a una commedia surreale. Solo per questo, per me ne vale la pena. Mio marito credo che non verrà, visto che per lui se non si spara non è un film.
- Aspetto con ansia il nuovo Birdman di Alejandro González Iñárritu. Questo regista ha una sensibilità esasperata, ogni suo film ti cambia un po’ la prospettiva. Secondo me è un’artista vero. Vi ricordate per esempio 21 Grammi o Babel? Quest’ultimo sembra un film ritmico, frenetico che parla di un attore di blockbuster che vuole rilanciarsi nel mondo della cultura "alta" portando a Broadway un'opera di Raymond Carver. So già che mi scombussolerà, ma la voglia di emozioni è sempre grande.

Nel carnet dei film che non mi voglio perdere, ce ne sono tantissimi. Intanto però mi sono appuntata questi. Man mano, si vedrà. Ragazze, a tutte: buona visione ed eventuali buone discussioni alla fine, perché il cinema è bello se è litigarello. Quello “buono”, infatti, provoca opinioni diverse e spesso contrastanti. Bang!
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