FACCIAMO UN GIOCO NUOVO? SI CHIAMA "LEGGI IL TUO"

FACCIAMO UN GIOCO NUOVO? SI CHIAMA

Tra amici o in famiglia, per un compleanno o come dopo cena.

Ho scoperto questo gioco e mi ha entusiasmato. Vero è che, la prima volta, marito e amici hanno accolto la mia proposta con sospetto (ci risiamo un'altra idee delle tue!).
A giudicare dall'esito, direi che la serata è andata alla grande. Ci siamo lasciati con un "Dai rifacciamolo!"

Dunque funziona così:

Chiedete ad ogni invitato (qualche giorno prima della cena) di scegliere un breve testo tratto da un libro, un articolo, il testo di una canzone che gli è piaciuto. Anche una frase letta su un cartellone pubblicitario. Tutto vale.

Ricordate agli invitati di portare il testo alla cena.

Dopo cena (complice qualche bicchierino) chiedete a ognuno di leggere a turno, agli altri, il pezzo che ha portato. Se nessuno si fa avanti, cominciate voi. Vedrete che dato il là ci prenderanno gusto.

L'effetto può essere molto divertente, simpatico ma preparatevi anche alla commozione (consiglio un cin cin tra un pezzo e l'altro).

Tanto per darvi un'idea una sera eravamo in sei per il compleanno di una mia amica. C'è chi ha letto il testo della canzone "Il Paradiso tu", chi un brano tratto da un romanzo che stava leggendo, chi una breve poesia. Mio marito ha letto gli ingredienti di una ricetta! La mia amica ha portato il testo di una mail scritta da suo figlio a lei. E io? Io ho letto una breve aforisma di Groucho Marx che diceva: "Grazie, ho trascorso una serata veramente meravigliosa. Ma non è questa." Ovviamente ho aggiunto che scherzavo! Beh, alla fine ci siamo divertiti sul serio, tanto che abbiamo replicato qualche cena dopo.

Se non si fosse capito, "Leggi il tuo" è un'idea basata sulla condivisione di un'emozione. Risata o lacrima che sia. Per questo rende la serata memorabile, perché si riesce a creare un'atmosfera molto speciale. In un certo senso ci si sente più uniti, dopo. Non si sa mai, anche i figli adolescenti più refrattari potrebbero farsi tirare dentro. Io l'ho proposto al mio: prima ha scosso la testa con sufficienza, poi ha detto che ci penserà.

 Evviva!!

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