IO STO CON GLI STONES, LISA CON I BEATLES.

IO STO CON GLI STONES, LISA CON I BEATLES.

Il concerto della band riaccende, fra ricordi e aneddoti, un’eterna rivalità.

Ragazze, io c'ero. E sono certa che c'era anche qualcuna di voi, insieme ad altri 70 mila sognatori. Ci siamo lasciati andare a un emozionante tuffo nel passato, godendoci la meravigliosa sensazione che il presente sia ancora più travolgente. Ancora più rock. Il concerto dei Rolling Stones a Roma ha letteralmente infiammato il Circo Massimo e gli animi dei fan, arrivati a migliaia da ogni parte d’Italia e d’Europa: l’evento era unico e imperdibile. Una fiammata e l'ingresso sul palco della storica band che festeggia i 50 anni di rock hanno dato inizio a "014 On Fire". Un boato del pubblico, poi… il delirio.

Tornata a casa non ho potuto fare a meno di ripensare a tutti quei pomeriggi passati a sentire gli LP delle "Pietre Rotolanti" con i compagni di liceo, ipnotizzati dalla puntina del giradischi che graffiava i solchi neri emanando nella stanza la voce roca di Mike Jagger, il riff di chitarra di Keith Richards, le note di "Satisfaction", "Honky Tonky Women", "Jumping Jack Flash". Note che cantavamo tutti insieme, urlando a squarciagola. E puntualmente mia madre apriva la porta della stanza e mi diceva: “Ma come fanno a piacervi questi Rolling Stones? Urlano e basta.” Allora io le mettevo “Angie” e lei si placava un po’. Ma non si convinceva. A lei piacevano i Beatles.

I Beatles erano i "bravi ragazzi", educati, ben pettinati, eleganti. Le loro canzoni parlavano d’amore, d’amicizia, di sottomarini gialli e campi di fragole. Erano i figli che ogni mamma avrebbe voluto. All'opposto c'erano i "cattivi ragazzi", i Rolling Stones, accompagnati da un alone di brutte compagnie, droghe, ritmi e testi lascivi. Cioè da tutto quello che destava paura nella società bigotta del tempo. Alle mamme non piacevano.

Resta il fatto che della storica ed eterna rivalità tra Beatles e Rolling Stones non si è mai smesso di parlare, lo facciamo ancora oggi. I giovani di allora, cioè noi, e persino i giovani di adesso: ho sentito mio figlio e la sua ragazza discutere se fosse più memorabile "Let it be" o "Let it bleed"! E noi passiamo ancora serate intere a disquisire su quale delle due mitiche band abbia davvero rivoluzionato la musica o cambiato i costumi dell’epoca. Meglio la rivoluzione morbida dei Beatles o il sesso, droga e rock and roll dei Rolling Stones? Meglio l’istinto, la creatività, il genio e la semplicità dei quattro ragazzi di Liverpool o la ribellione, la trasgressione alle regole della pudica società degli anni 50, la rivoluzione dirompente degli Stones? Io non ho dubbi, preferisco loro, da sempre. Mentre Lisa, con la quale parlavo ieri del concerto, è sempre stata una fan dei Beatles, fin da ragazzina. Ma ce lo siamo dette. Un confronto tra queste storiche band in realtà è molto complesso: le dinamiche che hanno dato vita ai due gruppi musicali e al loro successo sono le stesse, sia i Beatles che i Rolling Stones nei primi anni ’60 hanno smosso e scardinato i generi musicali che li avevano preceduti, creando stili e scelte musicali diversi.

Il confronto fu inevitabile perché entrambi erano troppo grandi, troppo importanti. E poi, sull'onda del concerto di Roma, sono andata a guardare sul web per saperne ancora di più e ho scoperto che le due band si frequentavano, si stimavano. Nella Londra musicale degli anni ’60, Brian Jones discuteva di musica con Paul McCartney, mentre George Harrison e Mick Jagger si incontravano nei pub. Addirittura pianificavano insieme l’uscita dei loro singoli per non intralciarsi, e il duo Lennon-McCartney "prestò" I wanna be your man ai Rolling Stones, che la incisero con entusiasmo. Quindi rivali o presunti rivali? Che importa. Come dice Lisa, la verità è che sarebbe un sogno se dopo il concerto dei Rolling Stones potessimo tutti andare a quello dei Beatles.
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