“RIFAREI ANCORA TUTTO CIÒ CHE HO FATTO”

“RIFAREI ANCORA TUTTO CIÒ CHE HO FATTO”

Da sempre Galiena segue la figlia Vanessa Ferrari, anche a Rio. Scopriamo come vive la sua esperienza di mamma di una delle migliori ginnaste al mondo.

Dopo aver sfiorato il 3° posto alle Olimpiadi di Rio, Vanessa Ferrari è tornata da poco in Italia. Al di là del podio mancato (per eccessivo zelo dei giudici a nostro parere), rimane la migliore ginnasta italiana al momento, che grazie ai suoi successi, alla sua grazia e bravura ha riacceso i riflettori e la passione nazionale per questa meravigliosa disciplina. Al suo fianco da sempre, tra tanti batticuori, emozioni la mamma Galiena Nikolova che in ogni sfida, battuta d’arresto la sostiene tanto che si dice pronta a rifare tutto ciò che ha fatto. Del resto, come lei stessa ci ha raccontato in questa intervista al Club delle Mamme dei Campioni (di cui è membro), non è forse questo il ruolo di una mamma?

Cosa si prova ad essere la mamma di una campionessa? Ci racconti le sue emozioni, che sentimenti le suscita il fatto che Vanessa sia così “eccezionale”.

È vero, Vanessa è una campionessa ma per me rimane prima di tutto mia figlia. Anche se tutti ne parlano non cambia nulla nel mio rapporto con lei, per me è Vanessa e basta. Ovviamente sono contenta che tutti la conoscano e che abbia raggiunto traguardi importanti ma non mi sento diversa dalle altre mamme. Durante le gare posso dire di vivere forti emozioni e questo sicuramente potrebbe essere un elemento di diversità rispetto ad una mamma “normale”. Di solito vivo la gara con molto stress, a volte mi viene da piangere e non è semplice da gestire, ci sono mille paure da affrontare anche perché va detto che la ginnastica è uno sport abbastanza pericoloso e la paura principale è che Vanessa si possa far male, male per davvero.

Com’è la sua “bambina” quando non gareggia? Andate d’accordo? È un tipo ribelle?

Come mamma e figlia andiamo abbastanza d’accordo, al di là di piccole discussioni che rientrano nella normale quotidianità. Io e mia figlia siamo molto simili nei modi, nelle scelte dei vestiti e nel trucco, ci assomigliamo molto. Ci siamo scontrate qualche volta in passato ma, come ho detto, mai in maniera seria. Vanessa non è un tipo ribelle, è una ragazza tranquilla, molto timida di carattere e su questo aspetto non è come me, io esplodo subito!

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La ginnastica impone regole ferree alle atlete, soprattutto se come Vanessa gareggiano ai massimi livelli. Come ha supportato sua figlia nel suo percorso?

Le sono sempre stata molto vicina. Per più di dieci anni ho fatto 200 km al giorno pur di farla allenare nei posti migliori, noi non stavamo a Brescia e quindi ero io ad accompagnarla ogni volta. Per me era diventata la normalità, facevo questo tragitto tutti i giorni, compreso il sabato. Tempo fa invece ha avuto dei problemi legati all’alimentazione, andavamo spesso a Verona per delle terapie e le sono stata molto accanto. La dieta di un’atleta è davvero complessa, per una ginnasta anche prendere un kg può essere un problema e soprattutto dopo l’età dello sviluppo bisogna stare attenti e non prendere peso. Non sempre infatti durante gli allenamenti si bruciano molte calorie (per esempio quando vengono provati elementi tecnici) e per questo bisogna stare sempre attenti alla linea e a ciò che si mangia.

Come si è sentita quando ha lasciato casa per seguire il suo sogno?

Vanessa è andata via di casa da grande, fino al 2013 è stata a casa con me. Negli anni mi ero già abituata a non averla sempre in casa: oltre agli allenamenti quotidiani Vanessa è infatti sempre stata impegnata sin da bambina con i collegiali in tutta Italia e con le gare in Italia e all’estero. Per questo motivo non ho sentito tanto il distacco, sempre se di distacco si può parlare, quando è andata a vivere con il suo fidanzato. Penso che andar via di casa faccia parte della crescita di ogni ragazzo ed è giusto che questo accada. Io per esempio sono andata via molto prima di lei, a 18 anni.

Nel 2008 Vanessa ha subito un brutto infortunio. Cosa le diceva per aiutarla a superare lo stress e a darle la carica per ripartire?

Le dicevo che le sarei stata sempre accanto e che poteva contare su tutto il mio appoggio. Dopo le Olimpiadi di Pechino del 2008 ha avuto una microfrattura e dei problemi ai tendini e nel 2009, dopo l’Europeo di Milano, è stata operata. Ero con lei nel momento dell’operazione e durante il recupero, che è stato faticoso anche se abbiamo cercato di affrontare la cosa il più serenamente possibile: insieme all’allenatore, tenendo conto del calendario delle gare, abbiamo calcolato tutti i tempi e individuato il momento migliore per affrontare l’operazione e perdere meno tempo possibile.

Ci dice qual è il sogno che ha lei nel cassetto per sua figlia? E quello di sua figlia?

Io mi auguro che lei sia felice e che trovi la sua dimensione facendo una cosa che le piace. Per adesso nella sua carriera ha coronato tutto e ha avuto molte soddisfazioni, le manca solo la medaglia olimpica che sembra un po’ una maledizione. Sono due volte che arriva quarta per pochissimi centesimi di punto. Anche a Rio, come tutti sapete, purtroppo non è andata come speravamo per una piccola sbavatura nell’ultima diagonale che le è costata la medaglia. È vero è stato un suo errore ma penso che la giuria avrebbe potuto essere un pochino più clemente per una volta, considerando quanto successo a Londra 2012 e considerando che sarebbe stata la sua ultima Olimpiade. Il sogno di Vanessa deve chiederlo a lei perché neanche io ho ben capito cosa vuole! Fino ad ora ha fatto ginnastica perché le piaceva, altrimenti non avrebbe continuato con allenamenti così duri e difficili per tanti anni. Gareggiare a livelli alti comporta tanti sacrifici, soprattutto da adolescenti le rinunce sono tante, non c’è tempo per gli amici e per le uscite e non è facile rinunciare a tutto ciò se non si è fortemente motivati.

Il Club delle Mamme dei Campioni: cosa ne pensa? La inorgoglisce farne parte?

Mi piace tantissimo questa iniziativa, anche prima di essere contattata sapevo che P&G ha sempre avuto a cuore le mamme, ho visto tutti gli spot e li ho anche condivisi sul mio profilo di Facebook. È bello che P&G e Victoria si ricordino delle mamme e ci riconoscano i nostri meriti e mi fa davvero un enorme piacere far parte del “Club Mamme dei Campioni”. Anche per me non è stato semplice essere sempre forte e trasmettere questa forza anche a mia figlia supportandola in tutto e per tutto ma sono profondamente orgogliosa di quanto ha raggiunto e rifarei ancora tutto ciò che ho fatto. Il ruolo di una mamma per me è anche questo!

 

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