A SPASSO PER I FIORDI NORVEGESI

A SPASSO PER I FIORDI NORVEGESI

Ho deciso di vivere una vacanza diversa con la mia amica di sempre.

Quando si parla di vacanze, tutti pensano alle spiagge assolate e alle distese di ombrelloni con persone che si godono il caldo sole estivo. Tutti, tranne me. Non fraintendetemi, quest’anno ho scelto anch’io il mare, ma non quello a cui si pensa di solito: sono appena tornata dalla Norvegia. Per un viaggio così avventuroso sapevo di poter contare su Alice, la mia amica giramondo preferita. In pochi giorni abbiamo organizzato tutto e siamo partite per il nostro tour “on the boat”. Ora mi spiego meglio.

Abbiamo deciso di rendere questa esperienza ancora più indimenticabile viaggiando sull’Hurtigruten, la nave che percorre la rotta postale dei fiordi. Arrivate a Bergen in aereo, abbiamo avuto a nostra disposizione una giornata per visitarla, un po’ di corsa. Vi segnalo le mete da non perdere: Bryggen, uno dei quartieri medievali meglio conservati di tutta la Norvegia, Gamle Bergen, i numerosi musei, la funicolare e la chiesa in legno di Fantoft. Alla sera abbiamo mangiato la Lakssuppe, è stato amore al primo cucchiaio. Qualcosa mi dice che fra poco vi proporrò la ricetta.
Dicono che si dovrebbe arrivare a Bergen via mare per ammirarla meglio. Noi abbiamo fatto l’opposto e siamo partite dal molo al tramonto, dopo esserci sistemate comodamente sull’Hurtigruten.

Alla mattina abbiamo fatto la nostra prima colazione salata a base di salmone e aringhe su pane nero imburrato, deliziosi. Dopo alcune tappe, la nave è entrata nel fiordo di Geiranger. Puntare gli occhi al cielo e vedere per la prima volta queste rocce altissime spaccate dal mare mi ha lasciato a bocca aperta. Intorno a noi c’erano solo il rumore dell’acqua e dei gabbiani.
La navigazione è proseguita lungo la costa verso Molde, Kristiansund e infine Trondheim, la prima capitale storica della Norvegia. Noi non ci siamo perse un’escursione. Stesso discorso per le pietanze: tappate le orecchie a Babbo Natale, vi confesso di aver assaggiato la renna arrosto. In mia difesa posso dire che è uno dei piatti più tipici della Norvegia. E che non avevo capito subito si trattasse di renna.

Mentre la nave viaggiava a passo lento, sapevo che presto saremmo arrivate alla mia destinazione del cuore: le Isole Lofoten. Non vedevo l’ora di pernottare in un rorbu, le tipiche abitazioni rosse con palafitte dei pescatori. In quei giorni siamo riuscite ad avvistare le balene e a visitare il ghiacciaio Svartisen. Ormai in piena Lapponia, non ci mancava che Capo Nord, la zona più settentrionale della Norvegia. Ho sempre voluto vedere il famoso sole di mezzanotte, tra una chiacchiera e l’altra avremo dormito due ore, quel giorno. Dalle terre più selvagge, un aereo ci ha poi riportate nella civilissima Oslo. Dove imperdibili sono il museo di arte moderna e il Munch Museum, l’Opera di Oslo con il suo tetto inclinato che arriva fino al mare e l’Ekebergparken, 63 acri di natura costellati da sculture di famosi artisti. Da amante della cucina non ho saputo dire no al Mathallen, un centro gastronomico in cui è possibile trovare tutte le specialità locali, irrinunciabile per me è stata la marmellata di more artiche. A Oslo c’è tanto altro, basta girare a piedi la città per scoprirlo. Purtroppo il tempo a nostra disposizione era terminato, per un attimo ho pensato di proporre alla mia amica di restare e fare le norvegesi a vita, ma chi l’avrebbe detto ai nostri mariti? Una cartolina, forse.
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