IL GUSTO ITALIANO DI NEW YORK

IL GUSTO ITALIANO DI NEW YORK

Alla ricerca dei nostri sapori nella Grande Mela con Daniela Silvestri.

“Ma io la conosco!” direte voi. Si è proprio lei, Daniela Silvestri, la vincitrice del talent “Cercasi Victoria” come Esperta di Cucina (per chi non la conoscesse consiglio l’articolo e la videointervista che le abbiamo dedicato qui su Victoria50). Da buona esploratrice qual è, nel suo ultimo viaggio a New York si è messa alla ricerca di quel “gusto italiano” che ha conquistato la metropoli più famosa al mondo. Il risultato? Un racconto singolare, divertente che ho gustato tutto di un fiato e che ho deciso di condividere con voi. Unica raccomandazione: non leggetelo a pancia vuota.


Mentre l’aereo atterra al JFK io e mio marito siamo già con la mente per le strade di New York, molti luoghi ci attendono in quella che sarà una vacanza dedicata anche alla scoperta dei sapori italiani che hanno conquistato la Grande Mela. Dimenticate le fettuccine Alfredo e gli spaghetti con le enormi polpette di carne, noi cercheremo il vero gusto italiano. Il nostro hotel è sulla Broadway, all’angolo della 54° ovest. Di fronte c’è il ristorante italiano Serafina, noto per la buona cucina tradizionale. La nostra indagine culinaria parte da qui. Molto chic, il locale si trova in un edificio dei primi anni del Novecento e si ispira nell’arredamento ai classici film di Fellini. I colori catturano immediatamente lo sguardo con sfumature che spaziano dall’antracite al blu e al melanzana, tavolini di metallo, un accenno di rosso qua e là nei vetri di Murano e luci “a spaghetti” sul soffitto. Immancabile il forno a legna per la pizza. Sul tavolino ci attende un cestino con panini misti, bruschette e focaccia. Ad accompagnarli c’è un piattino concavo pieno di olio extravergine d’oliva: uno spuntino offerto dalla casa che molti locali italiani hanno adottato come tipico. Ottimi gli spaghetti all’aragosta con un pizzico di peperoncino, i gamberoni al cognac, gli spiedini di calamari con erbe fresche e il branzino coi pomodorini di Pachino e gli asparagi; da provare la mozzarella di bufala e la burrata. Anche qui mi faccio riconoscere chiedendo ben due dolci: il tiramisù e il soufflé di cioccolato alla nutella. L’alibi è che li mangio per la mia indagine gastronomica. Girovagando per la città incontriamo Da Carmine’s, il leggendario ristorante dove le porzioni sono sempre generosissime. Decidiamo quindi di andarci l’indomani a pranzo, saltando la prima colazione. Lo stile del locale a Time’s Square è molto tradizionale, con le fotografie in bianco e nero della vecchia New York e dei suoi cittadini di ieri e oggi. Qui ci deliziano con le vongole al forno, i gamberi alla marinara e alla Fra’ Diavolo, gli scampi alla griglia con mollica, aglio e olio, i cannoli di cioccolato e pistacchio, la torta di ricotta e fragole. Il nostro viaggio del gusto prosegue con Rafele, tappa per me obbligatoria. Il locale non ha fronzoli, punta tutto sull’eccellenza della sua cucina, che mettiamo subito alla prova con arancini e carciofi fritti. Promossi a pieni voti. I paccheri all’amatriciana con guanciale e pecorino romano ci conquistano, ma è soprattutto l’espresso a sorprenderci. Con un caffè così non possiamo che complimentarci per il servizio. Usciamo con il sorriso, e con questo saluto anche voi, certa di aver trovato i sapori dell’Italia in ogni piatto assaggiato.
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