L'IMPORTANTE È NON FERMARSI MAI

L'IMPORTANTE È NON FERMARSI MAI

L’attrice ci racconta l’impegno con Komen Italia e l’esperienza con la malattia perché vincere si può, purché alla base ci sia la prevenzione.

Rosanna Banfi non ha bisogno di presentazioni: classe 1963, figlia d'arte, è nata sul grande schermo nel 1986 con “Grandi Magazzini”, film del 1986 diretto da Castellano e Pipolo, e si è affermata in Tv con le fiction “Lo zio d'America” (2002) e “Il padre delle spose” (2006), accanto al padre, Lino Banfi. Attualmente è l'ostetrica Tea nella fortunata serie “Un medico in famiglia”. Nel 2009 si è trovata ad affrontare una malattia che ha superato brillantemente e che le ha fatto conoscere Komen Italia, associazione non-profit che opera dal 2000 come supporto alle donne nella lotta ai tumori al seno. Dal 2011 ne è diventata testimonial e madrina.

Ci racconta come è nato il suo impegno con Komen Italia?
È nato per caso. Sette anni fa mi sono ammalata e dopo l'operazione ho conosciuto il professor Masetti, deus ex-machina dell'associazione. Lì mi si è aperto un mondo perché sono entrata in contatto con donne nella mia stessa situazione e ho indossato con loro, senza parrucca e senza vergogna, la maglia rosa, simbolo delle “Donne in Rosa”, un modo per distinguerci, fare gruppo e affrontare il mondo. Dopo poco ho partecipato alla Race for the Cure di Roma e ne sono diventata testimonial e madrina. L’anno scorso eravamo in 60.000 alla gara, ma i due giorni della manifestazione sono un momento magico che coinvolge tutte le donne, non solo chi si confronta o si è confrontata con la malattia, mettendo a loro disposizione un programma di prevenzione gratuito. Nel senso che durante i tre giorni della manifestazione vengono offerti esami gratuiti come mammografia ed ecografia sul posto, insieme a tante altre iniziative di salute, sport e benessere.

Cosa ha tratto dalla sua esperienza?
In questi anni, ho conosciuto migliaia di donne e posso dire con certezza che questa esperienza ci ha migliorate perché ti fa vedere la realtà delle cose, ti fa capire chi sono le persone che ti vogliono bene. Ho capito che non c'è niente di male nell'essere malata e ho imparato a farmi coccolare da chi mi circondava: persino dal fruttivendolo che, a conoscenza della mia situazione, mi dava le cose più buone da mangiare. L'aiuto di chi ti sta intorno è fondamentale. E le persone si scatenano per aiutarti, per darti il meglio di sé…

La voglia di farcela è fondamentale per superare la malattia?
Certamente! Anche se alla base di tutto c'è la prevenzione, l'atteggiamento positivo è molto importante. Deve essere vincente, perché le possibilità di vincere ci sono.

Dal 13 al 15 maggio a Roma ci sarà l'evento Komen che culminerà con la Race for the Cure. Lei parteciperà?
Preferisco rimanere a parlare della mia esperienza con le donne e i giornalisti presenti.

Come vive i suoi 50 anni? Cosa fa per rimanere in forma?
Sono una pigrona, ultimamente mi sono scaricata un programma di 7 minuti al giorno di ginnastica… Mentalmente funziona! I primi tempi dopo la malattia mi sono data molto da fare, ho fatto yoga, boxe… Un po' per smaltire i chili, un po' perché ero iperattiva. Ora sono più tranquilla.

Fa una dieta particolare?
No, mangio anche la carne sebbene vorrei smettere, principalmente cerco di fare una buona spesa.

Cure di bellezza?
Nessuna, ho scoperto l'olio di cocco con il quale mi strucco e che lascia sulla mia pelle una piacevole sensazione di morbidezza.

Vuole spiegare alle nostre amiche di Victoria perché è importante iscriversi alla Race of the Cure?

Perché si scopre un mondo che fino a che non lo scopri pensi non ti appartenga… Purtroppo non è così. In Italia 1 donna su 9 si ammala di tumore al seno, sono 47.000 le donne colpite da questa malattia nel nostro Paese. Se si può fare qualcosa per loro vale la pena… È una giornata fantastica da passare insieme a tutta la famiglia: una nuvola di donne rosa che è un piacere vedere. In più c'è la possibilità di potersi far visitare gratuitamente…

Sul lavoro ha più soddisfazioni ora o quando ha iniziato?
Sicuramente ora, perché sono più tranquilla: la maturità è qualcosa che si conquista e le rughe non sono un problema.

In che cosa è impegnata in questo momento?

Nel “Medico in famiglia”, siamo ormai alla decima serie che andrà in onda in autunno. E poi, in famiglia, ci stiamo occupando di una nuova iniziativa: mia figlia ha studiato per diventare chef, io amo cucinare e mio padre, nonostante abbia quasi 80 anni, ha sempre voglia di intraprendere qualcosa di nuovo. Stiamo quindi progettando di aprire un ristorante pugliese a Roma. L'importante è non fermarsi mai.

 

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tumore al seno

21/03/2016

cara Rosanna Bamfi ,grazie a DIO andiamo avanti,,,ciao.

tumore al seno

20/01/2016

Anchio 7 anni fa propio nei giorni di Rosanna BAMFI ,dopo avere fatto la mammografia ,ho apreso di avere un tumore,il mondo ti crolla adosso,,però i primi mesi sono difficili. ,, la mia salvezza e stata la pittura,,,,nei momenti buii...prendevo cavaletto e tela ,,colori e pennelli e non pensavo piu a niente ..non ci dobbiamo arrendere mai.

non fermarsi mai

19/01/2016

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