DIVENTA VOLONTARIA PER SUSAN G. KOMEN ITALIA!

DIVENTA VOLONTARIA PER SUSAN G. KOMEN ITALIA!

Alessandra Larrosa, volontaria dal 2000, ci racconta la sua esperienza e come tutte noi possiamo contribuire a diffondere la prevenzione

È un’attività che occupa poco tempo se vuoi, ma in compenso vuol dire molto nella lotta contro il tumore al seno. L’associazione Susan G. Komen Italia è impegnata quotidianamente nell’informare, sostenere e promuovere la prevenzione e si basa quasi esclusivamente sul lavoro volontario. Più si è quindi, più si può fare.

Abbiamo chiesto ad Alessandra Larrosa, volontaria dal 2000, qualche dritta. Se avete tempo libero e il desiderio di contribuire a una buona causa che riguarda la salute delle donne, ecco dunque come fare.

 

Cosa l’ha spinta a diventare volontaria per Komen Italia?

Nel 1999 ho avuto un incontro fortunato in un momento difficile per la mia salute: dopo che ero già stata colpita a trent’anni da un carcinoma alla tiroide, sono stata operata al seno dal prof. Riccardo Masetti (Presidente di Susan G. Komen Italia) che aveva appena avuto incarico dalla prestigiosa Susan G. Komen di Dallas di portare la Komen e la Race for the Cure in Italia. Con il suo entusiasmo è bastato poco a coinvolgermi in una “scommessa” che si è rivelata non solo vincente ma assolutamente sorprendente per la mia vita e per quella di tantissime persone.

 

Da quanto lo è?

Dall’anno 2000, fin dalla nascita di Komen Italia e dalla prima edizione della Race for the Cure di Roma.

 

È un impegno che la occupa tante ore?

È un impegno assolutamente modulabile a seconda degli impegni personali, familiari e lavorativi. Personalmente, in tutti questi anni, sono stata molto occupata a dare il mio contributo come volontaria: di solito nei mesi precedenti la Race di Roma dedico a questa attività molte ore al giorno, in altri mesi il mio impegno orario è più ridotto

 

Quali sono le mansioni di un volontario?

I volontari sono la forza motrice nell’organizzazione di attività ed eventi complessi come la Race. Sono una risorsa preziosa e insostituibile che consente di mantenere i costi contenuti e quindi di poter utilizzare la maggior parte dei fondi raccolti a beneficio della lotta ai tumori del seno e della prevenzione. I volontari possono partecipare alle attività di ufficio (segreteria, attività pratiche, organizzazione di eventi di raccolta fondi e promozione della prevenzione), oppure mettere a disposizione consulenze professionali, distribuire salvadanai di raccolta fondi o collaborare alla organizzazione della Race raccogliendo donazioni e diffondendo l’evento.

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Bisogna avere competenze particolari?

Ognuno, con le proprie competenze umane e professionali, può entrare a far parte della famiglia dei volontari Komen, aiutandoci da casa, dalla propria sede di lavoro o nelle nostre sedi nelle città in cui si svolgono le Race for the Cure (Roma, Bari, Bologna, Brescia ndr).

 

Ci dice quali sono state le esperienze più belle? Quelle che si ricorda di più?

La partenza della prima edizione della Roma Race for the Cure il 28 maggio 2000 è stata una emozione che paragono al momento della nascita di mia figlia! In pochissime persone abbiamo messo mano a tutte le nostre conoscenze umane e professionali, a tutta la nostra passione, così dal nulla e in pochissimi mesi abbiamo organizzato un evento che ha portato 5.000 persone a correre intorno al Circo Massimo e che ci ha dato una visibilità che è andata crescendo fino ai 63.000 partecipanti dell’edizione che si è conclusa il 15 maggio! Un’emozione indimenticabile che si ripresenta intatta e fortissima alla partenza di ogni Race a cui ho partecipato.

Un ricordo indelebile è anche il momento del volo dei palloncini rosa, quando festeggiamo e ricordiamo le “donne in rosa” a ogni edizione della Race. E poi l’intreccio di esperienze condivise, di sentimenti, di lacrime ma anche di tanti sorrisi che mi accomuna a ogni volontario Komen in un abbraccio che scalda la mia vita.

 

Cosa bisogna fare per diventare volontari?

Chiunque sia interessato a far parte dei nostri volontari può compilare un modulo che si trova on line sul sito www.komen.it, oppure può mandare una email a volontari@komen.it o ancora chiamare lo 06-35405533. Si verrà contattati per un incontro conoscitivo, per partecipare alle nostre riunioni e per conoscere la realtà di Susan G. Komen Italia.

 

I volontari hanno persone cui fare riferimento all’interno dell’associazione, durante il lavoro?

Certamente, lo staff Komen Italia ha una responsabile dei volontari che assegna il lavoro e i compiti, a cui si fa riferimento per qualsiasi esigenza, domanda o proposta.

 

Ci fa un esempio di un lavoro che l’ha riguardata? Come si è svolto?

Il mio lavoro consiste fin dal 2000 nell’aiutare lo staff Komen Italia a coordinare i 600 volontari che si impegnano nella realizzazione della Race di Roma e del Villaggio Race che è aperto il venerdì e il sabato prima della maratona della domenica.

 

E se non si può diventare volontari, come si contribuisce all’Associazione?

Anche senza diventare volontari, si può contribuire alla mission di Komen Italia contribuendo con donazioni, devolvendo il 5 per mille, diventando socio, partecipando o organizzando un evento pro Komen, facendo acquisti “in rosa”, facendo regali e bomboniere solidali o semplicemente iscrivendosi alla Race. (www.raceforthecure.it)

 

Le piace fare la volontaria per Komen? Lo consiglierebbe alle Amiche di Victoria?

L’esperienza del volontariato per Komen è stata una delle chiavi di volta della mia vita. Le amicizie con le altre volontarie sono basate su un’esperienza comune che unisce e diventa forza e consapevolezza. I traguardi ancora da raggiungere sul tema della prevenzione mi fanno consigliare a tutti i lettori di avvicinarsi al mondo Komen e di entrare a far parte di una squadra amalgamata e vincente, dove ognuno può portare il suo contributo unico, originale e insostituibile. Senza i volontari non sarebbero stati possibili i successi e i traguardi fin qui raggiunti. Strada da fare ce n’è ancora tanta. Unitevi a noi!

 

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