FLAVIA BONFIRRARO: UNA MAMMA APPASSIONATA

FLAVIA BONFIRRARO: UNA MAMMA APPASSIONATA

Flavia Bonfirraro, mamma di Michele Benedetti, il tuffatore che ha brillato ai mondiali e alle Olimpiadi, ci racconta cosa vuol dire avere per figlio un campione.

Lei è mamma di un grande tuffatore, è anche zia di tre tuffatori……come nasce nella sua famiglia la passione per questo sport?

Questa passione è nata con mia sorella che aveva un bambino molto vivace, Nicola Marconi, che all’età di 6 anni si era stufato di fare nuoto, le ha chiesto di fare uno sport più pericoloso ed ha così iniziato a fare tuffi. Nicola è stato il primo, poi ha iniziato suo fratello Tommaso e poi Maria e Michele che sono coetanei. Sono poi arrivati tutti in nazionale e alle Olimpiadi, non è così usuale avere nella nazionale 4 cugini ed è una soddisfazione enorme a livello familiare.

 

Cosa vuol dire essere mamma di un campione?

Essere mamma di un campione vuol dire soffrire molto. Ci sono molti aspetti complicati come il vivere insieme a mio figlio le sofferenze, i sacrifici, gli sconforti e le delusioni. Nei tuffi ci si giocano anni di sacrifici e allenamenti durissimi in pochi secondi e sei totalmente nelle mani dei giudici che, essendo umani possono distrarsi ed avere ovviamente delle preferenze, quindi nel corso della carriera si vivono momenti di difficoltà, gli stessi che si possono incontrare nella preparazione di tuffi molto complessi, per non parlare poi degli infortuni. Ma ci sono anche molte soddisfazioni, adrenalina e gioie, come la partecipazione alle Olimpiadi soprattutto nel caso di Michele che ha partecipato a due edizioni (Londra 2012 e Rio 2016) in età non proprio giovanissima.

 

Il Club Mamme dei Campioni creato da P&G nasce per dare concreta attenzione e voce alle mamme dei giovani atleti. Cosa pensa di questa iniziativa e cosa prova nel farne parte?

Penso che sia un’iniziativa originale e molto azzeccata che riunisce persone che vivono le stesse emozioni, gli stessi dispiaceri, le stesse ansie, gli stessi timori ed orgogli. Sono persone che sanno di cosa si parla insomma. Spesso quando mi rapporto con altre persone “estranee” ho la sensazione che non si rendano conto che già il solo fatto di partecipare alle Olimpiadi è un traguardo supersonico anche se non si arriva a prendere la medaglia. Invece noi Mamme dei Campioni sappiamo di cosa parliamo, cosa vuol dire alzarsi con il buio per andare a fare gli allenamenti tutti imbacuccati prima di andare a scuola. Poi comunque la vita di uno sportivo che si allena comporta il vivere una giovinezza diversa dalle altre ma sicuramente fare sport insegna tantissimo, insegna la passione, lo spirito di sacrificio e ti motiva e noi mamme di atleti questo lo sappiamo bene, siamo ben consapevoli di tutte le difficoltà che bisogna affrontare per arrivare a certi traguardi.

 

Quando Michele partecipa alle gare, lei come si sente? La chiama dopo?

Io per anni non ho visto nessuna gara, soffrivo troppo. Da piccolo si, ma le gare più importanti evitavo di guardarle, ho sempre scelto di non andare. Ad un certo punto ho capito che mi stavo privando di mio figlio e sono andata da sola a Budapest a vedere un Europeo e ha vinto nella prima gara in cui sono andata! Da li è diventata una regola. Quando non andavo alle gare comunque mi chiamava subito dopo, se non mi chiamava qualcosa era andato storto (ride ndr.). La chiamata più bella che ho ricevuto è stata quella dopo la Coppa del Mondo dove ha ottenuto la sua prima qualificazione Olimpica, è stata un’emozione indescrivibile, urlavo e saltavo per casa come una pazza!

 

Cosa ha preso da lei, Michele? Quale tratto del carattere?

Noi ci somigliamo molto di aspetto e per il resto non saprei cosa ha preso da me, forse la sensibilità. Michele è un ragazzo dai sentimenti buoni, si commuove ed è dolce e questo è sicuramente un lato del mio carattere. La delicatezza nei sentimenti in genere nella vita non favorisce, rende più fragili. Forse ha preso da me anche la determinazione ma lui è ancora più determinato di me, io sono una che si rimbocca le maniche e che ha sofferto tanto nella vita ma mi sono sempre rialzata e così ha fatto anche Michele.

 

Cosa sogna per il suo ragazzo? Da qui a dieci anni dove o come se lo immagina…

Spero che si sposi e che sia felice, l’amore è una cosa importantissima e glielo auguro veramente con tutto il cuore e con tutto l’amore della mamma che possa trovare una serenità affettiva, se c’è quella poi tutto viene. Mi auguro anche che faccia le cose che ama fare, rimanere quindi nell’ambito sportivo in altre vesti. Michele ha una laurea in economia presa in America e potrebbe quindi occuparsi di altre cose sempre in ambito sportivo. Per ora è ancora atleta anche se non farà più gare internazionali, si è ritirato come Tania Cagnotto, Francesca Dallapè e Maria Marconi e ciò ha segnato un po’ la fine di un’epoca molto fortunata per il mondo dei tuffi italiani. Tania è una fuoriclasse ed ha avuto una carriera strepitosa, inarrivabile, ma anche il resto della squadra ha raggiunto traguardi veramente importanti e di prestigio. Sono stati tutti bravissimi e io sono molto orgogliosa di loro.

 

 

 

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