Giuliana Pistarà, mamma di punta e di fioretto

Giuliana Pistarà, mamma di punta e di fioretto

Giuliana Pistarà ha due figli campioni di scherma, già vincitori di medaglie olimpiche.
Ci racconta la sua esperienza, con tanta passione.

Abbiamo incontrato Giuliana, una donna energica e determinata. Sembra proprio che i figli abbiano preso da lei questo lato del carattere. Nelle scorse Olimpiadi di Rio infatti, Daniele ha vinto l’Oro nel fioretto; Enrico, l’Argento nella spada a squadre. E sicuramente ne vedremo ancora delle belle. Visto che noi crediamo che “molto sia merito della mamma…” abbiamo chiesto a Giuliana di raccontarci la sua esperienza, di cui va molto orgogliosa!

Lei è mamma di due campioni della scherma……da dove viene questa passione?

Sembrerà strano ma la passione per questo sport è esplosa all’interno della mia famiglia in modo del tutto casuale. In casa abbiamo sempre fatto sport ma l’approccio dei miei figli alla scherma è stato determinato da coincidenze. Mio figlio Enrico andava a scuola con il figlio di un allenatore di scherma, Sebastiano Manzoni, e così per gioco Enrico ha iniziato a tirare e a seguire, poi come spesso accade per i fratelli minori, ha iniziato anche Daniele. Va detto però che mio figlio Daniele è nato durante una gara di scherma delle Olimpiadi del 92…dato il momento delicato non ricordo con esattezza chi stesse in pedana ma ricordo bene il fatto che in sala parto il mio ginecologo stesse seguendo la gara oltre a me ovviamente! Sarà sicuramente una coincidenza, ma fa sorridere considerando che Daniele ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016. Forse la sua strada era già segnata dalla nascita!

Cosa vuol dire essere mamma di un campione?

È un gran lavoro, non è facile per tanti motivi, soprattutto per la lontananza. Quando ci si va ad allenare in altre città si perde la quotidianità e per la mamma non è tutto rose e fiori. Che i miei due figli siano campioni è un motivo di orgoglio ma soprattutto sono orgogliosa del fatto che abbiano portato avanti con determinazione e caparbietà una passione raggiungendo dei livelli soddisfacenti. In generale penso che lo sport sia fondamentale a prescindere dall’essere campioni, insegna la disciplina e tiene lontani dai pericoli dell’adolescenza, tutti i ragazzi dovrebbero fare sport!

E essere mamma di due campioni?

È una difficoltà moltiplicata per due! Bisogna considerare che ad esempio in questa Olimpiade la mia ansia è stata doppia, mi sarebbe dispiaciuto molto se non fossero andati bene entrambi, una mamma mette sempre i figli sullo stesso piano e un po’ di amaro in bocca sarebbe rimasto per l’insuccesso dell’uno piuttosto che dell’altro. Fortunatamente Enrico e Daniele sono molto legati e il momento più bello delle Olimpiadi per me è stato al momento della vittoria della medaglia d’oro da parte di Daniele, il più piccolo: Enrico, il più grande, è corso come un fulmine ad abbracciarlo e per lui è stata una gioia immensa. Devo dire che è stata una scena davvero bella, soprattutto per me che sono la mamma.

Il Club Mamme dei Campioni creato da P&G nasce per dare concreta attenzione e voce alle mamme dei giovani atleti. Cosa pensa di questa iniziativa e cosa prova nel farne parte?

Sono molto contenta che Procter & Gamble, tramite Victoria, che parla proprio alle donne over 50 come me, abbia deciso di far nascere questo Club e di dare voce a noi mamme.  Penso che si tratti di un’iniziativa molto azzeccata che può essere di aiuto alle mamme che si trovano nella stessa “delicata” situazione. Io ad esempio tramite il Club ho capito che non sono sola e che tutte le altre mamme soffrono proprio come soffro io e questo è stato di grande aiuto!

Segue i suoi figli nelle gare o nell’allenamento? Come fa a dividersi?

In allenamento non li seguo da anni perché loro non abitano più con me, uno vive a Frascati e l’altro a Milano quindi è oggettivamente un po’difficile.  Alle gare invece quando posso sono presente. Fortunatamente le gare di Enrico e Daniele sono di solito in momenti diversi dato che uno pratica la specialità della spada e l’altro quella del fioretto. Non tirano mai nello stesso momento e quindi non ho questo tipo di difficoltà, se vado ad una manifestazione importante posso vederli entrambi. 

Cosa hanno preso da lei, i figli?

Hanno preso tutto da me! (ride). Sono molto diversi l’uno dall’altro e forse Daniele mi somiglia un po’ di più, è più schivo e riservato di Enrico e questo aspetto lo vedo molto simile al mio carattere. Anche la determinazione l’hanno presa da me se la consideriamo come volontà di portare a termina nel migliore dei modi un percorso intrapreso.

Quali sono i sogni nel cassetto per i suoi ragazzi?  E per se stessa?

Io mi auguro, come ogni mamma, che i miei figli siano felici e sereni e che trovino la loro strada perché ad un certo punto la scherma finirà. Vorrei che finissero gli studi universitari intrapresi e che trovassero la loro occupazione in quella seconda parte della loro vita, quando l’attività agonistica sarà finita.

Parlando invece dei miei sogni nel cassetto, Io vorrei dei nipotini e mi piacerebbe tantissimo che i miei figli tornassero a casa, per casa intendo Acireale in Sicilia, così da poterli vedere più spesso rispetto a quanto non sia possibile adesso.

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