«La donna? Autentica solo dopo i 50 anni»

«La donna? Autentica solo dopo i 50 anni»

A 75 anni, è Benedetta Barzini la vincitrice del Tempo delle Donne; secondo la giuria e grazie ai pareri che voi stesse avete espresso, Benedetta è la donna che meglio ha saputo rompere gli stereotipi dopo i 50 anni.

A 75 anni, è Benedetta Barzini la vincitrice del Tempo delle Donne; secondo la giuria e grazie ai pareri che voi stesse avete espresso, Benedetta è la donna che meglio ha saputo rompere gli stereotipi dopo i 50 anni.  Fu la prima modella italiana ad apparire sulla copertina di Vogue America, ed oggi continua a stregarci con la sua autenticità.

Ha cresciuto quatto figli completamente fuori dagli schemi, «però puliti, fantastici». Adesso vive da sola, facendo un po’ la nonna e lavorando la maglia quando non la chiamano per qualche campagna pubblicitaria. Perché, a 75 anni appena compiuti, Benedetta Barzini, prima modella italiana a finire sulla copertina di Vogue America, continua a stregare le passerelle. Non più per la bellezza, per quanto il fascino che si nasconde dietro le rughe sia rimasto immutato, piuttosto per quell’autenticità che lei stessa dice aver scoperto dopo i 50 anni e che adesso buca l’obbiettivo molto più di una posa costruita ad arte.

Pensatrice libera e profonda osservatrice di una società «tremendamente maschilista», dopo una vita intensa vissuta tra la New York di Andy Warhol, le tele di Dalì e le cattedre universitarie, Benedetta continua a porsi domande e proporre riflessioni. Con i cliché è stata costretta a conviverci ma, consapevole di non poterli rovesciare, ha almeno cercato di tenersene alla larga. Per queste ragioni e soprattutto per essere, da sempre, una voce fuori dal coro, è stata eletta vincitrice del premio Victoria. «Grazie Victoria, grazie a tutti, ma vorrei condividere questo premio inaspettato con tutte le donne», ha subito chiarito Benedetta prima di concedersi per una lunga chiacchierata.

Dunque Benedetta, è questo il tempo delle donne?

Più che il tempo delle donne è quello dell’entratura nelle strutture maschili, delle donne di potere travestite da uomini. Vivere la politica per come è concepita in maniera maschilista non è la strada giusta. Cambiare il sistema da dentro sarebbe soltanto una falsificazione, bisogna trovare la nostra alternativa.

Ma adesso le donne hanno una voce.

Il problema è che per milioni di anni la donna è stata relegata all'oscuro e costretta all’ignoranza. Il cervello femminile è stato lobotomizzato, siamo andate a scuola poco più di 100 anni fa. Finora il pensiero è stato solo maschile e, per creare un Socrate donna ci vorranno secoli. 

 

Non crede che siano stati fatti passi in avanti verso la parità di genere?

Certo, ne sono stati fatti, ma non ne vedremo mai completamente i risultati. Oggi la donna non può fare molto di più che denunciare. Per raggiungere la vera parità servirebbe invece una rivoluzione culturale, l’imposizione di un pensiero complementare e non antagonista a quella maschile.

Spesso le donne vengono accusate di non essere abbastanza unite.

Ma stiamo scherzando! Premesso che non esistono rivoluzioni senza errori, li mettiamo nel calderone di quelli eventualmente commessi lungo il cammino. Ma il fatto che le donne debbano scendere in piazza per reclamare i propri diritti è indice di una certa ostilità, di una società che non li riconosce come sacrosanti. E chiedere è l’errore più grave che si possa fare, bisognerebbe essere in grado di imporre.

Lo dice da attivista o da insegnante?

Da osservatrice. La mia è stata senza dubbio una vita interessante, intensa, mai facile. Ho imparato da tutto e ho capito che a noi donne manca tutto, persino l’idea stessa di donna. Non abbiamo neppure un cognome, nel senso che non c’è un lignaggio genealogico femminile. La nostra assenza equivale alla nostra insignificanza. 

Eppure la sua non è stata una vita insignificante.

A questa età è più facile raggiungere la consapevolezza. Io credo di essere diventata intelligente, ovvero pensante, a 50 anni: quando elimini il bello, il glamour, quando lasci che il tempo scriva la sua storia sul tuo corpo, arrivi a una forma di verità, di autenticità.

Allora la donna esiste eccome...

Sì, forse è proprio dopo questa età, quando viene meno un certo tipo di bellezza, che la donna esiste come tale, autentica. Se adesso un uomo mi invita a cena, lo fa perché ha voglia di chiacchierare con me, sapere cosa penso. La verità, però, è che nessuno mi ha mai più chiesto di uscire.

Ha mai più amato dopo i 50 anni?

Non un uomo, ma ho riscoperto l’amore nello studio e nell’insegnamento. E più di ogni altra cosa l’idea di proporre ai ragazzi delle riflessioni: io le buttavo lì, chi voleva le raccoglieva. Devo ancora elaborare il lutto di non poter più insegnare, ancora oggi mi commuovo quando rivedo i miei studenti.

E prima?

Ho avuto relazioni ambigue, da giovane stavo zitta perché non volevo litigare. Anche sessualmente non credo di aver espresso coraggiosamente dei desideri diversi da quelli del mio partner, giustificandomi con la scusa che lo amavo. La persona che avevo di fronte sperava sempre che io fossi in un certo modo, ma io ero diversa. Ecco perché mi lasciavano.

 

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Per raggiungere la vera parità

mi 21/11/2018

Per raggiungere la vera parità servirebbe invece una rivoluzione culturale, l’imposizione di un pensiero complementare e non antagonista a quella maschile. Quest'affermazione mi sembra fantastica.

Grande donna

Adriana 18/10/2018

Un modello di donna!!!

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15/10/2018

Nell'intervista c'è un passaggio importante per poter finalmente ritenerci alla pari...dove la Sig.Barzini afferma l'importanza di imporre un pensiero complementare e non antagonista a quello maschile ho cercato in tutti i mdi ditrasmettere ciò a mia figlia. Grazie

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