MAMMA E FIGLIA CHE COPPIA DI CAMPIONESSE!

MAMMA E FIGLIA CHE COPPIA DI CAMPIONESSE!

Carmen Casteiner Cagnotto, mamma di Tania Cagnotto ha seguito la figlia “tuffo dopo tuffo”. Ci racconta le passioni e le emozioni di mamma sportiva.

Carmen è stata campionessa di tuffi negli anni ’70, sua figlia Tania ha appena concluso la sua carriera sul podio dopo aver primeggiato fin da ragazzina sui trampolini europei e olimpici. Dalla prima vittoria a 14 anni, alle due medaglie di Rio. Per non parlare del marito di Carmen e papà di Tania, campione anche lui. Insomma la passione acquatica e la vertigine del tuffo scorrono nelle vene della famiglia Cagnotto.

 

Lei è un’ex campionessa di tuffi: cosa rivede di lei in sua figlia?

Da me ha sicuramente preso il coraggio perché io ero piattaformista e per lanciarsi dalla piattaforma - che ha un’altezza di 10 metri - posso assicurare che ci vuole un gran coraggio, soprattutto all’inizio quando si ha poca esperienza. Da me ha sicuramente preso anche la determinazione, il fatto di non scoraggiarsi e di portare a termine le cose iniziate. Come carattere non è una che si arrende!

Come ha vissuto la vittoria di Tania a Rio 2016?

Ho seguito la gara a casa da sola davanti al televisore. Ero felice perché sapevo che sarebbe stata l’ultima gara della carriera di Tania e non ero agitata, avevo addosso una strana sensazione e mi sentivo che sarebbe andata bene. Solo alla terza rotazione di tuffi che prevedeva il triplo e mezzo avanti (il tuffo un po’ più ostile a Tania) ero agitata, camminavo su e giù per il corridoio e anche l’ultimo tuffo di Jennifer Abel (la tuffatrice canadese con cui era in competizione per il bronzo) non sono riuscita a vederlo, poi ho sentito i commenti di Bizzotto e ho realizzato che era veramente così, Tania aveva vinto il bronzo! Anche Tania mi ha detto che durante la gara era tranquilla, in finale il suo obiettivo era solo chiudere la carriera con il suo record di punti e invece sono arrivati entrambi: record personale di punti e medaglia olimpica!

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Cosa le hanno raccontato Tania e suo marito subito dopo la vittoria di entrambe le medaglie?

È una storia un po’ buffa perché per abitudine alla fine di una gara mando sempre un messaggio a Tania invece questa volta dopo la vittoria dell’argento nella gara sincro mi sono completamente dimenticata di mandare il solito messaggino quindi Tania prima di salire sul podio mi ha inviato un messaggio vocale nel quale mi chiedeva se ero ancora viva o se ero morta per l’emozione!

E poi cosa è successo?

Dopo la gara individuale in cui ha vinto la medaglia di bronzo invece mi sono ricordata di mandarglielo e quando sono riuscita a sentirla era felicissima e anche mio marito era al settimo cielo! Inoltre queste medaglie le ha dedicate a me e mio marito, lei ha sempre cercato di tranquillizzarmi perché sa quanto soffro quando ci sono delle gare importanti. Ai mondiali aveva già vinto 10 medaglie, alle Olimpiadi neanche una e questa sarebbe stata l’ultima occasione essendo la sua ultima Olimpiade che è finita nel migliore dei modi, non poteva andare meglio!

Quando ha capito che Tania avrebbe continuato la tradizione di famiglia?

Quando aveva sette anni è stata lei a decidere di voler fare tuffi. Ho iniziato ad allenarla insieme a un gruppetto di altri suoi amichetti e lei si divertiva tantissimo. Noi non l’abbiamo mai spinta, ha sempre scelto lei. Devo dire che abbiamo visto subito che era portata ma questo non vuol dire nulla, quello che fa veramente la differenza è la testa. Ci sono molte persone fisicamente portate che poi però non reggono.

Che cosa ha insegnato a sua figlia?

Quando aveva 11 anni ha iniziato ad allenarla mio marito perché non volevo rovinare il mio rapporto con lei. Già a casa mi toccava essere abbastanza severa con i compiti. Se avessi continuato ad essere anche la sua allenatrice avrei rischiato di diventare il “generale cattivo”! [ride ndr]. Mio marito poi aveva più esperienza di me con le gare, io sicuramente non avrei potuto insegnarle a gestire l’ansia e la tensione. All’inizio, in una delle prime piccole gare che ha fatto con me, si è messa a piangere e allora le ho detto: “Tania non devi piangere, questo è uno sport, ma prima di tutto deve essere un divertimento se ti metti a piangere, lascia perdere!”

E cosa Tania ha insegnato a lei?

A essere più paziente, ma in realtà non ci è tanto riuscita.

Tania ha annunciato che questa è stata la sua ultima Olimpiade e da poco è convolata a nozze. Come ha vissuto questa scelta?

Sono contenta, Tania ha 31 anni. Gli sport acrobatici necessitano di una forma fisica perfetta, devi essere reattivo agile e veloce e ad una certa età devi smettere.

Cosa pensa del Club Mamme dei Campioni?

Sono molto contenta che Procter&Gamble, tramite Victoria, che parla proprio alle donne over 50 come me, abbia deciso di far nascere questo Club e di dare voce a noi mamme, proseguendo così il percorso iniziato nell'aprile 2012 quando, a pochi mesi dalle Olimpiadi di Londra, ci ‎ha riunito tutte a Roma per l'indimenticabile convention di due giorni “Noi mamme per lo sport”. È stata la prima volta che abbiamo potuto incontrarci ed è stata un’esperienza bellissima. È stata un’emozione enorme condividere con altre mamme tutte le sensazioni che viviamo.

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