MIA FIGLIA "UNA CASA TUTTA SUA"

MIA FIGLIA

Lei è diventata grande davvero, stavolta, ma qualche dritta gliela do lo stesso.

Il momento è arrivato: la mia Giulia “spicca il volo”, “lascia il nido”. Tutte le metafore che volete per dire che, per la gioia di mio marito e mia, la piccola ha deciso di andare a vivere da sola.
Mi concedo il lusso di esserne felice fino a che l’ultimo scatolone non sarà chiuso e trasportato nella sua nuova dimora. Poi, di sicuro, mi commuoverò un pochino. Nel frattempo, visto che non posso farne a meno, la riempirò di consigli, anche perché l’ho fatta sognatrice e non è una ragazza molto pratica. E poi, si sa: chi ben comincia… 
La mela, si sa, non cade lontana dall’albero: mi ricordo benissimo i primi mesi in cui io e il ragazzo che era diventato mio marito ci siamo ritrovati a gestirci da soli. Lui non sapeva fare neppure il caffè e io, in compenso, non riuscivo a smacchiarlo dalla tovaglia. La spesa era un disastro che ammuffiva in frigo, non riuscivo proprio a capire le quantità. E poi, c’era quella lampada che chissà perché avevo scordato di comprare, magari la mamma poteva regalarmi la sua… Morale, eravamo sempre dai miei. Mio padre era felice: “ti vedo più di prima, Carla.”
Per questo ho messo nero su bianco le dritte imparate con l’esperienza. Leggetele e ditemi se ho dimenticato qualcosa.

- Alla ricerca del mobile mancante: prima di ritrovarsi in una casa in cui manca tutto, è bene far mente locale in casa di mamma e prendere ispirazione, ma solo quella. I miei mobili restano dove sono, al massimo si chiamano Pietro.

- Un frigorifero pieno ma non troppo: è importante non farsi prendere dalla spesa compulsiva, ma è ancora più importante non farsi mancare nulla. Per questo hanno inventato carta e biro, la lista della spesa si fa in un attimo e si può perfino aggiornare. Per tutto il resto c’è il frigorifero dei genitori. E la mia tradizione continua

- Non arrendersi in cucina: quante cene bruciate precedono il successo? Tante. E non ci si deve mai fermare, tranne che per lavare piatti e pentole. All’inizio basta solo trovare i propri “cult” e apportare piccole variazioni.

- Il bucato multicolor: mamma c’è sempre per il consiglio dell’ultimo minuto e anche per qualche lezione pratica. Per farcela basta imparare a leggere le etichette e a separare i capi prima di lavarli, ma bisogna anche scegliere i prodotti giusti che fanno la differenza.

- Ultima regola e forse la più importante: chiedere aiuto, anche quando non serve. Solo per sentirsi un po’.

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