SENTIRSI PIÙ BELLE PER VINCERE IL TUMORE

SENTIRSI PIÙ BELLE PER VINCERE IL TUMORE

Autostima e fiducia in sé sono leve emotive utili per chi affronta il tumore al seno.
Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Marinella Linardos, psiconcologa.

Quando una donna deve affrontare la terapia per vincere il tumore al seno, una degli aspetti più difficili è proprio la conseguenza sull’immagine di sé, la paura di perdere la propria femminilità che così spesso è associata ai capelli. Qualcuna di voi, lettrici di Victoria, avrà già sentito parlare dell’iniziativa Pantene Forza è Bellezza a sostegno di Susan G. Komen Italia, nata proprio per supportare le donne che si confrontano con il tumore al seno. Questa iniziativa è stata pensata per donare parrucche alle donne che purtroppo devono affrontare anche le conseguenze della chemioterapia. Per capire meglio le implicazioni emotive di una simile circostanza abbiamo intervistato la Dottoressa Marinella Linardos, psicoterapeuta e psico-oncologa della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, di Roma.

 

Uno degli aspetti più traumatici, per una donna che affronta il tumore al seno, è quello di dover fare i conti con i cambiamenti del proprio corpo… allora che fare?

È verissimo che la perdita dei capelli rappresenti uno dei momenti più difficili del percorso di cura. Per alcune donne, in particolare può rappresentare in assoluto il momento più drammatico. La perdita di capelli segnala infatti, in modo inequivocabile, a se stesse e agli altri, la condizione di “malata” che fino a quel momento poteva non essere realmente avvertita. Va sottolineato altresì che, in certi casi, la perdita di capelli finisca per essere il catalizzatore visibile tutta l’ansia legata alla malattia e ai vissuti legati ad essa. In questi casi può essere molto utile avere dei colloqui psicologici che aiutano a riportare l’ansia ai motivi originali che l’hanno scatenata piuttosto che rimanere “fissata” agli aspetti della perdita concreta ma reversibile dei capelli.

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La perdita di capelli può essere per molte donne un’esperienza drammatica. Durante la chemioterapia è una cosa certa. Dal punto di vista psicologico perché questo ci terrorizza tanto?

I capelli sono simbolo visibile della propria identità e rappresentano la forza e il vigore dell’intero organismo. La loro perdita viene vissuta come depotenziamento della propria potenza fisica prima ancora che psicologica.

 

Nella sua esperienza, quanto può incidere sulla guarigione, lo stato emotivo di una persona?

Lo stato emotivo è fondamentale per andare incontro alle cure e guarire ma è molto importante specificare in che modo vada inteso questo messaggio. La fiducia in sé, l’autostima possono andare sotto le scarpe quando le energie psico-fisiche sono molto ridotte e la donna è piena di fastidi, dolori, paure. Tutto questo non ha nessuna particolare importanza dal punto di vista psico-oncologico. Stare giù non significa non predisporsi a guarire. Ciò che conta è come la donna riesce ad elaborare tutto ciò che ha subito, ad inserirlo nella trama della sua storia personale, a trovare la forza di migliorare ciò che è ancora irrisolto e migliorabile nella sua vita

 

Quanto conta prendersi cura della propria bellezza e femminilità durante il periodo di cura?

Per le donne che riescono a farlo è un’ottima cosa prendersi cura di se stesse come e più di prima. Aiuta a non sentirsi troppo malate ovviamente. Per tutte le donne che invece non ci riescono, incoraggio a non farsi un problema anche di questo, alle volte prendersi cura della propria bellezza può prendere forme molto diverse, può significare semplicemente saper godere di qualcosa di bello che ci circonda, alle volte notato per la prima volta

 

Cosa ne pensa dell’impegno di Susan G. Komen Italia non solo nel campo della prevenzione ma anche nel campo del sostegno alla parte psicologica?

Susan G. Komen Italia è stata una delle prime associazioni a credere e a investire  massicciamente e con costanza negli anni nel supporto psico-oncologico alle donne con tumore del seno. Se esiste da molti anni un servizio psico-oncologico all’interno del Centro Integrato di Senologia è grazie esclusivamente ai fondi racconti alla Race for the Cure organizzata da Susan G. Komen Italia negli anni.

 

E del progetto di Pantene Forza è Bellezza con il quale il brand sostiene Susan G. Komen Italia?

Credo che sia un bellissimo progetto che svolge non solo una funzione molto utile come quella di donare concretamente parrucche ma di far sentire che nel combattere questa malattia non si è lasciate sole da tutti i punti di vista, anche da quello dell’immagine. E sappiamo come, alle volte, la profondità si nasconda nella superficie.

Forza e bellezza

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