SPECIALE IL TEMPO DELLE DONNE: 4 CHIACCHIERE CON MICHELA MANTOVAN

SPECIALE IL TEMPO DELLE DONNE: 4 CHIACCHIERE CON MICHELA MANTOVAN

Anche quest’anno, noi di Victoria, saremo al festa-festival Il Tempo delle Donne che si terrà dal 7 al 9 settembre in Triennale a Milano. Mentre i preparativi fervono, abbiamo intervistato Michela Mantovan.

Mentre i preparativi del prossimo Tempo delle Donne fervono, abbiamo intervistato Michela Mantovan. Da 28 anni al Corriere, nel team creativo de Il Tempo delle Donne, è caporedattore responsabile di Liberi Tutti, il nuovo dorso del Corriere che tratta il tema del Bello e che presenta pagine dedicate alla generazione over. Ne abbiamo quindi approfittato per fare una riflessione sull’età, sui suoi aspetti positivi e su questo tempo che è nostro, malgradi certi stereotipi.

 

Lei è responsabile editoriale del nuovo dorso del Corriere “Liberi Tutti” che ha come tema il Bello. Perché questo tema?

La ricerca del bello è il nuovo filo conduttore delle nostre esistenze. Il concetto di lifestyle è profondamente cambiato in questi anni, ha rotto gli argini dei confini tradizionali. Una vacanza non è più una vacanza se non contiene una o più esperienze.

Victoria è una rivista dedicata alle donne over: per lei, che cos’è il Bello a questa età?

Probabilmente la libertà: il tempo libero aumenta e per lo più cresce anche il livello di serenità interiore. Le fasi della vita di una donna sono più complesse di quelle di un uomo. Pensiamo alle “donne Atlante” inventate dalla scrittrice americana Allison Pearson, che nel suo nuovo romanzo “Dura la vita” parla delle esistenze al femminile nella fascia di età compresa tra i 40 e i 50 anni. È quella in cui molte cose vanno a meta: da una parte ci sono figli grandi ma ancora bisognosi di attenzione, dall’altra genitori anziani che richiedono nuove cure ed energie.

Pensa che esistano ancora stereotipi sulle donne over50 e perché è difficile superarli?

Certamente. Tuttavia ritengo che nella società italiana il problema non siano tanto gli stereotipi ma piuttosto un diffuso malcostume culturale. È ancora abbastanza condivisa l’idea che dopo i 50 la vita di una donna entri in una specie di cono d’ombra e diventi invisibile agli occhi maschili ma soprattutto ai propri. È il frutto di una tesi arcaica e sessista.

Speciale Il Tempo delle Donne 

A settembre ritorna Il Tempo delle Donne: secondo lei questo è davvero il tempo delle donne?

È inconcepibile pensare che non lo sia. Il Ventesimo secolo è stato l’incubatore di una serie di battaglie che hanno portato alla conquista di diritti cardine, pensiamo solo a quello di voto, datato 1945. A poco a poco è arrivato il tempo anche dei diritti civili, anche se la vera svolta è ancora in atto e riguarda il mondo del lavoro.

 

Quest’anno avete scelto la felicità come tema dell’inchiesta: per lei, cos’è la felicità per le donne over50?

 

Il poter guardare alla propria vita con oggettività, sapendo che ancora quasi tutto è possibile. L’essere consapevoli, ferme sui propri desideri ma mobili per quanto riguarda la capacità di perseguirli. L’aver fatto tanto e il sapere di poter fare ancora moltissimo. Essere in grado di riconoscere la natura mutevole della felicità e coglierne tutte le sfumature.

 

Nella sua carrieraha mai incontrato qualche difficoltà come donna? 

In generale no, mia madre e mio padre mi hanno educato a pensare che tutto fosse possibile. E in parte così è stato. Ma ci sono stati due episodi sgradevoli di, diciamo, corteggiamento pressante. A un uomo non sarebbe accaduto con queste modalità, ne sono abbastanza sicura.

 

Speciale Il Tempo delle Donne

 

Nella sua vita quale personalità forte o musa l’ha ispirata o la ispira ancora? 

La mia fonte di ispirazione principale è l’intelligenza di mia madre, tuttavia le nostre vite sono state molto diverse. Al liceo restai affascinata dalla baronessa Anne-Louise Germaine Necker, meglio nota con il nome di Madame de Staël: ebbe una formazione accademica, creò un salotto letterario e viaggiò moltissimo. Una delle cose che preferisco al mondo.

 

Che voto dà alla nostra rivista?

Ottimo. Interpreta il concetto della maturità in modo contemporaneo.

 

Ci vediamo a settembre al Tempo delle Donne? Ci sarà da divertirci, riflettere e imparare sulla nostra generazione con workshop, laboratori e molto altro! Scopri di più su questo appuntamento nei prossimi giorni!

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